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US OPEN 2° TURNO QUALIFICAZIONI

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C’erano diversi match che mi stuzzicavano, fra i tanti, Kovalik, Gonzalez e Tepavac, ma alla fine, per motivi diversi fra loro, ho deciso di parlarvi di altri due match che potrebbero essere interessanti.

R. Opelka – S. Giraldo

Perché prendo in considerazione questo match ? Perché abbiamo da una parte un giovane rampante scuola americana e dall’altra un colombiano che su cemento veloce come il decoturf fatica maggiormente rispetto a superficie mediamente lente. Opelka è un giocatore esplosivo, tutto parte dal servizio bomba, ma ha due fondamentali molto pungenti, più sicuro il dritto sia anomalo che giocato in posizione canonica, ma la peculiarità di questo giocatore è la sua aggressività, appena può, tira forte e viene a chiudere a rete, di tutt’altro avviso Giraldo, molto più macchinoso e ragioniere, ha bisogno di entrare nello scambio per poter esprimere il potenziale. Opelka a mio avviso mettere a disagio il colombiano che secondo me non parte così favorito contro l’americano che di per sé può solo invidiare il background del colombiano, giocatore molto più esperto e navigato. Opelka può fare il colpaccio.

M. Krueger – S. Myneni

Ho sempre avuto “mezzo debole” per l’americano che molto spesso mi ha tradito anche con giocatori con cui non pensavo potesse perdere. Ho visto che in termini di risultati ha fatto progressi notevoli che gli hanno consentito di ritoccare il proprio best ranking proprio di recente. Quindi Mitchell in questo momento gode di un buonissimo stato di forma, sia mentale che fisico. Affronta l’indiano che ha caratteristiche simili a lui, entrambi sono giocatori da veloce che prediligono creare il punto mettendo piedi dentro il campo e spingere di dritto. Tecnicamente non c’è una differenza palese fra i due e sono due tipi di gioco molto simili, quindi tendo sempre a scansare questi match, ma stavolta voglio premiare l’americano che principalmente rispetto all’indiano gode di un momento migliore, tale fiducia può riflettersi in campo e dargli maggiore tranquillità. Oltretutto ho sempre un certo rispetto degli yankee nel loro slam, tendono sempre ad estrarre quel quid in più. La scelta ricade su Krueger

Sinceramente non vedo dei favoriti dove metterci la mano sul fuoco, forse Darcis, ma è talmente “fragile” da rompersi strada facendo o chissà Chiudinelli che insieme al match di Darian King mi hanno lasciato

 

US OPEN QUALIFICAZIONI – ANTEPRIMA

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I FAVORITI

Cominciamo con i favoriti, come primo match non mi dispiace affatto inserire Renzo Olivo, l’argentino dovrà vedersela con Lorenzo Giustino, l’italiano è in un discreto momento di forma ma è un giocatore che pur avendo le armi per esprimersi bene su cemento (ottimo servizio) ritrova il suo habitat naturale su terra e nei challenger nostrani. Olivo lo reputo una spanna sopra come background, come livello di tennis e mentalità.

Altro favorito è T. Fabbiano, la versione su terra dell’italiano è discutibile, o meglio, lui non riesce ad esprimersi al meglio lui che ha un gioco prettamente da cemento su terreni veloci fatica moltissimo. L’avversario è Arnaboldi, anche lui teoricamente su cemento non è da buttar via ma gioca prevalentemente su terra e fra i due io preferisco di gran lunga Fabbiano in quanto con il suo gioco leggermente anticipato e la maggior attitudine a terreni veloci oltre ad avere una maggior esperienza a mio avviso potranno vedere Thomas emergere nel derby italico

Il terzo e ultimo favorito è Ryan Harrison, in linea teorica il più facile dei 3. Stebe oltre ad aver avuto problemi di infortunio ed essere stato lontano per molto tempo dai campi di gioco, ha avuto uno stop non so se forzato o meno nell’ultimo periodo. Harrison su cemento americano ultimamente si sta esprimendo molto bene, quindi mi risulta facile dargli fiducia, anche perchè come valori assoluti l’americano gli è superiore.

SORPRESE

Un tentativo si potrebbe fare su Kirkov a quote stellari contro Reuter. Non c’è un particolare motivo, ma è pur sempre un giovanissimo americano contro un giocatore più navigato ma da terreni veloci, le sorprese nelle quali americane con giovani americani non sono così improbabili.

Vado contro Luca Vanni, vero viene dal Challenger vinto a Segovia quindi con tanta fiducia sul groppone ma a me personalmente quando gioca tornei importanti non piace più di tanti, manca di background che non riesce a metter su. Gonzalez è più navigato sotto questo punto di vista, hanno un tennis per certi versi molto simile in quanto ad entrambi piace scambiare ed appoggiarsi ai colpi degli altri. Preferisco il colombiano sinceramente anche se non viene da un periodo di gran forma.

In ultimo ho visto che qualcuno ha sparato l’australiano Mitchell sfavorito contro il vecchio Montanes. A mio avviso lo spagnolo su cemento fatica tantissimo e per quanto possa esser limitato Benjamin è di sicuro favorito su superfici veloci.

 

CONOSCIAMO INSIEME DAVIDE GALOPPINI: “QUESTA E’ STATA SICURAMENTE LA MIGLIORE SETTIMANA DELLA MIA CARRIERA”

Casinalbo, oltre ad aver consacrato il talento del pugliese Andrea Pellegrino, ci ha fatto scoprire un altro giovane azzurro, che nelle ultime settimane sta conquistando la simpatia e la stima del pubblico italiano, sempre attento ai risultati dei tennisti connazionali. Parliamo del livornese Davide Galoppini, sconfitto al terzo set nella finale del Futures organizzato nella piccola frazione del comune di Formigine, in provincia di Modena.
“Questa è stata sicuramente la migliore settimanadella mia carriera tennistica”esordisce così il ventunenne toscano. “Sapevo che potevo fare un buon torneo perché già la settimana scorsa a Napoli e quella precedente ad Albinea sentivo di aver alzato il mio livello di gioco. Mi sono sentito subito a mio agio in campo già dal primo turno e piano piano ho giocato sempre meglio, soprattutto contro Paz credo di aver disputato la mia miglior partita. Ho raggiunto la finale e ho disputato una bella partita, peccato nel primo set dove ho avuto occasioni partendo meglio di Andrea, nel terzo fisicamente mi sentivo bene ma Pellegrino dal 2-1 a mio favore ha giocato due game molto buoni che mi sono costati il break decisivo. Lui è uno dei migliori giovani italiani e sono felice di aver giocato alla pari, peccato per il risultato finale che non cancella comunque la bella settimana disputata. Quest’anno credo di essere migliorato molto soprattutto nella consapevolezza, oltre che nel livello di gioco”.

Hai conquistato a 17 anni il tuo primo punto ATP al Futures di Appiano, poi due anni e mezzo in cui hai faticato ad ottenere risultati. Raccontaci se in quel periodo hai mai pensato di non riuscire a diventare un tennista professionista.

Il primo punto che conquistai nel 2012 fu abbastanza inaspettato anche perché era solo il terzo futures che disputavo. I due anni successivi ho fatto fatica soprattutto nell’anno della maturità scolastica che mi ha tolto molta serenità nel campo e perché evidentemente non ero ancora pronto a vincere partite di livello. Però ho sempre lavorato duramente pensando di poter migliorare e questa credo sia una delle mie qualità migliori.

Com’è il rapporto con il zio coach Claudio? Immaginiamo sia stato lui a farti amare questo sport.

Ho un rapporto speciale con mio zio, credo che sia un allenatore fantastico oltre che una persona eccezionale, ma non è stato lui ad avvicinarmi a questo sport, bensì mio padre, che ha iniziato a farmi giocare a 6 anni e ad allenarmi da piccolo in quanto era maestro. Lui mi ha trasmesso la passione ed i valori giusti per questo sport.

Oltre a zio Claudio, da chi è composto il tuo staff e dove ti alleni?

Mi alleno alla 100% Tennis dello Junior Livorno con mio zio appunto, Michele Quaglia, Fausto Criscuolo e col mio preparatore fisico Stefano Giovannini, che ringrazio per il lavoro quotidiano che svolgono con il sottoscritto.

Raccontaci le tue caratteristiche in campo, i colpi migliori e quelli ancora da perfezionare, e la superficie di gioco che preferisci.

Non essendo un giocatore molto potente, mi ritengo un giocatore rapido che cerca di togliere il tempo all’avversario cercando di perdere meno campo possibile. Negli ultimi anni ho migliorato molto il diritto e devo dire che adesso è il mio colpo migliore. Devo migliorare molto sul servizio che ancora mi da qualche problema ogni tanto. Mi piace molto giocare sul cemento ma purtroppo non ci sono molti tornei da disputare.

Come sei lontano dai campi da gioco? Quali sono le tue passioni e i tuoi interessi?

Sono un ragazzo tranquillo e molto socievole. Mi piace fare le cose che fanno normalmente i ventenni, stare con gli amici, andare in discoteca con loro, anche se ci vado molto poco a causa dei miei impegni sportivi. Sono molto appassionato di calcio e tifo per il Livorno, anche se quest’anno è stata una sofferenza, il mio giocatore preferito era ovviamente il capitano Cristiano Lucarelli e inoltre simpatizzo per il Napoli.

Ritorniamo al tennis, ti alleni spesso con Paolo Lorenzi? Cosa vuol dire per te avere la possibilità di confrontarti con un tennista della sua esperienza e professionalità?

Credo che non sia nemmeno descrivibile la fortuna che ho avuto e che ho tutt’ora di allenarmi con Paolo. Per me significa capire davvero che cos’è il sacrificio e la passione per questo sport, e sono convinto che professionisti come lui ce ne siano pochi in giro. Devo molto a lui.

Cosa ti aspetti dalla seconda parte di stagione dopo aver raggiunto questa finale per certi versi inaspettata? Quali sono i programmi?

Sinceramente non mi pongo aspettative o obiettivi in termini di classifica. Adesso mi sento molto competitivo e credo che questo valga molto. Penso solo a dare il meglio e a lottare punto su punto, partita dopo partita. Questa settimana non gioco tornei, mi alleno e riparto da Pontedera, mentre ad Agosto andrò sicuramente fuori per un paio di Futures consecutivi, ma ancora non abbiamo scelto la meta.

Qual è il tuo sogno nel cassetto? Che torneo vorresti giocare e quale classifica vorresti raggiungere? 

Come ogni ragazzo che gioca a tennis, il mio sogno è quello di arrivare tra i primi 100 giocatori al mondo e soprattutto riuscire a dare tutto quello che ho per non avere rimpianti quando terminerò la carriera. Mi piacerebbe giocare a Roma, anche se, fin da piccolo, ho sempre sognato di giocare gli Australian Open, mi incuriosisce molto l’Australia, poi il mio idolo era Hewitt quindi forse anche per quello ho sempre sognato di giocare sulla Rod Laver Arena.

Antonio Galizia

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